Chi arriva in Sicilia spesso porta con sé, inconsapevolmente, una colonna sonora. È quella musica malinconica e inconfondibile di Nino Rota, che accompagna le scene più celebri de “Il Padrino” di Francis Ford Coppola. Se Taormina è la cartolina elegante dell’isola, i borghi di Savoca e Forza d’Agrò, che si stagliano sulle colline poco distanti, ne rappresentano l’anima più autentica, sospesa tra pietra lavica e leggenda. Visitare i luoghi dove è stata girata la saga dei Corleone non è un semplice tour cinematografico; è un viaggio in un tempo che sembra essersi fermato, dove la realtà si confonde con la finzione.
La prima tappa di questo pellegrinaggio è Savoca, un borgo che ti accoglie come un set pronto a girare. Non appena parcheggiata l’auto, il cuore pulsante del tour ti attende: il Bar Vitelli. È qui che Michael Corleone, interpretato da un giovanissimo Al Pacino, chiese al padre di Apollonia il permesso di corteggiare la figlia. Il bar è rimasto quasi intatto, con le sue sedie impagliate, le foto in bianco e nero alle pareti e quel pergolato che offre riparo dal sole cocente, proprio come nel film. Ordinare una granita al limone qui, guardando la valle che si apre verso il mare, significa sedersi sul trono della storia del cinema mondiale.
Poco distante, salendo lungo le strette vie del borgo, si incontra la Chiesa di San Nicolò, dove furono girate le scene del matrimonio. Non serve essere cinefili incalliti per avvertire la sacralità di quel luogo: basta guardare le scalinate in pietra e immaginare la processione nuziale. Savoca è un borgo “silenzioso”, dove il rumore di fondo è dato solo dal vento tra i vicoli e dal suono dei passi sulla pietra. È un contrasto netto e rigenerante rispetto alla vivacità mondana di Taormina.
Ma il viaggio non è completo senza una sosta a Forza d’Agrò. Se Savoca è il set del corteggiamento, Forza d’Agrò è il palcoscenico del destino. Questo borgo, che domina la costa dall’alto, è apparso in diversi momenti della trilogia, regalando scorci mozzafiato con le sue chiese antiche e le sue strade labirintiche. Camminare lungo il corso principale, tra i resti del castello normanno che veglia sul paese, ti fa sentire parte della narrazione: sembra quasi di vedere, in un angolo in ombra, l’ombra di un giovane Michael che cammina guardingo verso il suo futuro.
Il consiglio, per vivere al meglio questo tour, è di non cercare solo le inquadrature famose. Il vero spettacolo di questo itinerario è il panorama che si gode dalla Valle d’Agrò: un mix selvaggio di montagne che si tuffano nello Ionio, uliveti secolari e il profumo della terra siciliana. Tornare a Taormina al tramonto, dopo una giornata trascorsa tra i set del film, ti regala una consapevolezza diversa: la Sicilia non è solo una destinazione di vacanza, è una terra che ha nutrito l’immaginario del mondo intero, lasciando in chi la visita un segno indelebile, come il volto indimenticabile di un protagonista in un film che non finisce mai.
Potrebbe interessarti:
hotel taormina | taormina isola bella | taormina giardini | taormina centro | taormina villa comunale |

