Se ti capita di passeggiare per il Corso Umberto e, a un certo punto, senti il bisogno di allontanarti dalla folla per cercare un silenzio che profuma di fiori esotici e storia, devi dirigerti verso la Villa Comunale. Quello che oggi chiamiamo parco pubblico, un tempo era il rifugio privato di una delle figure più enigmatiche e affascinanti che abbiano mai scelto Taormina come propria dimora: Lady Florence Trevelyan.
La storia di Lady Florence sembra uscita da un romanzo di fine Ottocento. Nata in Inghilterra in una famiglia dell’aristocrazia britannica, si dice che fosse nientemeno che cugina della Regina Vittoria. La sua vita cambiò drasticamente a causa di uno scandalo di corte: una presunta relazione con il Principe di Galles, il futuro Re Edoardo VII. Per soffocare il pettegolezzo e preservare l’onore della Corona, la giovane nobildonna fu allontanata da Londra e “esiliata” in Italia. Dopo aver girato il Bel Paese, Lady Florence arrivò a Taormina nel 1884 e, come accade a molti viaggiatori, se ne innamorò perdutamente.
Qui, lontano dai rigidi protocolli di Buckingham Palace, trovò una nuova vita e l’amore tra le braccia del medico taorminese Salvatore Cacciola, che divenne suo marito. Ma Lady Florence non si limitò a vivere nel borgo; volle plasmarlo, lasciando un’impronta indelebile che oggi possiamo ancora toccare con mano. Acquistò l’Isola Bella — che trasformò nel suo giardino privato — e si dedicò alla creazione di quello che oggi è il parco della Villa Comunale, allora noto come “Hallington Siculo”.
Ciò che rende questo giardino un luogo magico, quasi onirico, sono le sue famose “victorian follies”. Passeggiando tra i sentieri ombrosi, ti imbatterai in bizzarre costruzioni in mattoni, torrette slanciate e strutture che sembrano uscite da un libro di fiabe gotiche. Non sono edifici funzionali, ma elementi puramente estetici e stravaganti, tipici del
gusto vittoriano, nati dal desiderio di Florence di creare un ambiente dove la natura rigogliosa della Sicilia potesse dialogare con il design inglese. È una fusione architettonica unica: la pietra lavica incontra il mattone rosso, le piante tropicali si intrecciano con la macchia mediterranea, creando un microcosmo di quiete assoluta.
Oggi, camminare sotto la volta verde della Villa Comunale è un modo per connettersi con l’anima più contemplativa di Taormina. È il posto perfetto per sedersi su una panchina, osservare il mare che luccica in basso e immaginare Lady Florence che, con il suo cappellino e il suo spirito ribelle, si aggirava tra queste aiuole curando le sue amate piante rare, trovando finalmente in questo lembo di terra siciliana la libertà che la corte inglese le aveva negato.
La Villa Comunale non è solo un parco: è un tributo all’amore, alla follia creativa e alla capacità di trasformare un esilio forzato in un dono eterno per una città che, da allora, non ha mai smesso di ricordarla con gratitudine. Se visitate Taormina, regalatevi un’ora di tempo qui. Lasciate che i suoni del centro svaniscano e ascoltate il vento tra le palme: forse, in quel fruscio, sentirete ancora l’eco di una nobildonna inglese che ha insegnato a Taormina come coltivare la bellezza.
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